sabato 9 marzo 2013

LA SCUOLA ADOTTA UN MONUMENTO

In queste ultime due settimane io e la mia classe ci siamo dedicati alle riprese di due filmati inerenti a uno dei monumenti più caratteristici della città di Mantova, la rotonda di S.Lorenzo.
Partecipando al concorso nazionale chiamato "Adotta un monumento" ci è stato richiesto di realizzare prodotti audiovisivi che raccontassero in maniera originale la storia e ciò che rappresenta per la città questo luogo.
Siamo stati divisi in due gruppi: uno doveva produrre uno spot pubblicitario per la campagna "adotta un mattone" mentre l'altro doveva raccontare la vita nel ghetto ebraico mantovano di fine '800 quando la rotonda era ancora "nascosta" dalle abitazioni costruite attorno ad essa.
Durante questa esperienza abbiamo imparato a lavorare in equipe proprio come accade nel cinema: dalla produzione alla sceneggiatura, dalla fotografia alla scenografia.
Ora che le riprese sono terminate il video è in fase di montaggio, a breve scoprirete il risultato!


Nel frattempo riporto alcune immagini di backstage scattate durante le riprese:












giovedì 28 febbraio 2013

FOTOGRAFARE UN MONUMENTO



Lunedì 4 Febbraio la mia classe si è recata nel centro storico di Mantova per intraprendere una lezione di fotografia utilizzando come soggetto la rotonda di San Lorenzo, storico monumento della città.
Le foto sono state scattate prendendo in considerazione quattro differenti punti di vista: l'atmosfera, il contesto, le caratteristiche e i dettagli.
L'esperienza è poi proseguita in laboratorio dove è stata applicata una selezione delle immagini migliori grazie al programma Bridge di Adobe.
Con queste fotografie è stato infine realizzato il video qui sopra riportato.

venerdì 22 febbraio 2013

WORK WITH PHOTOSHOP/2

Questa settimana abbiamo sperimentato una delle funzioni fondamentali di photoshop, cioè quella di ritoccare le immagini mediante l'utilizzo dello strumento "pennello correttivo".
Questo strumento è in grado di prelevare i pixel di un qualsiasi punto dell'immagine e trasferirli dove preferiamo.
Grazie a questo strumento si possono quindi modificare le immagini andando a "nasconderne" le imperfezioni, infatti esso viene applicato in maniera consistente in ambito di moda e pubblicità per ottenere soggetti praticamente perfetti.
Nella nostra esercitazione abbiamo utilizzato una foto di un anziano pieno di rughe ringiovanendolo di parecchi anni. Questo è il risultato:

IMMAGINE ORIGINALE
IMMAGINE RITOCCATA




















Andrea Guarnieri

sabato 16 febbraio 2013

WORK WITH PHOTOSHOP/1

Con l'avvento della fotografia digitale (e dell'informatica in generale) ha assunto una fondamentale importanza la rielaborazione delle immagini mediante l'utilizzo di software dedicati.
Tra questi il più famoso e probabilmente il più performante è Photoshop: programma di Adobe che permette di ritoccare e persino trasformare qualsiasi file grafico (da semplici loghi a fotografie ad altissima risoluzione).
Nelle ultime settimane anche noi ci siamo cimentati con alcune caratteristiche di questo software per apprenderne le basi fondamentali.
Il lavoro che presento oggi è una rielaborazione del logo di Google Chrome: per ottenere questa immagine ci siamo serviti del logo originale esclusivamente come base su cui costruire una copia di esso e modificarla a nostro piacimento. Ricreando le varie parti del logo su diversi livelli abbiamo potuto sperimentare alcune funzioni come lo strumento "pennello" per colorare, la "bacchetta magica" per selezionare i pezzi in base alle aree cromatiche, gli effetti di livello come le "ombre", "l'effetto rilievo" e il "bagliore" e infine la "sfumatura" che permette di modificare le superfici colorate trasformando i colori "piatti" in scale di colori.

Andrea Guarnieri

sabato 9 febbraio 2013

CINEMATOGRAFIA DOCUMENTARIA

Nella giornata di ieri abbiamo effettuato una lezione particolare visionando una serie di documentari.
Il documentario è una tecnica cinematografica che prevede una serie di caratteristiche che lo differenziano da un normale film: tra esse ricordiamo le principali come interviste, immagini di repertorio, musiche di sottofondo, animazioni, ricostruzioni e la voce fuori campo.
Per capire come si realizza un documentario e vedere quante tipologie di prodotto diverse si possono ottenere abbiamo analizzato diversi video; tra questi quello che mi ha colpito maggiormente è stato "Bowling for Columbine", realizzato da Michael Moore nel 2002 per sensibilizzare il popolo americano sull'eccessivo utilizzo delle armi. L'inchiesta ruota attorno al grave episodio della strage di studenti avvenuta nella High Scool di Columbine (Colorado, USA) nel 1999. Grazie a una serie di immagini di repertorio arricchite da testimonianze di esperti e vittime di questo problema il regista ha ottenuto un prodotto che fa riflettere pur mantenendo un tono quasi ironico.

questo è il trailer in lingua originale del film:



lunedì 28 gennaio 2013

SCANSIOGRAMMA

Nel passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale è fondamentale introdurre un nuovo concetto: se il principio ottico rimane, quello chimico lascia il posto alla fisica che sfrutta la fotoelettricità di un sensore e i componenti elettrici digitali.


"Carta, forbice, sasso"
L'immagine che presento oggi rappresenta un esempio di scansiogramma, immagine digitale ottenuta mediante una tecnica off-camera che sfrutta le funzionalità di uno scanner.
Per realizzarla ci siamo serviti di alcuni oggetti portati da casa che sono stati appoggiati sul piano di vetro dello scanner.
Una volta scelta la composizione degli oggetti abbiamo avviato il dispositivo: il gruppo lampada-specchio presente sotto il vetro si muove lungo il piano dello scanner emettendo un fascio di luce che va a colpire le singole celle fotosensibili del sensore (esso "assimilerà" le cariche elettriche che verranno trasformate in dati numerici da un convertitore e a loro volta essi diventeranno pixel grazie a un processore).
Con il mio elaborato ho voluto rappresentare una simpatica interpretazione del tanto famoso quanto antico gioco di "carta-forbice-sasso" che è anche il titolo dell'opera.



Andrea Guarnieri

lunedì 21 gennaio 2013

SVILUPPO E STAMPA IN CAMERA OSCURA


Dopo aver ripetuto in laboratorio i passi compiuti dai padri della fotografia per impressionare la realtà nel modo più fedele possibile sulla carta, siamo giunti finalmente al primo vero traguardo di questo percorso che rappresenta una parte fondamentale della storia dell'uomo.
Ci eravamo lasciati a Dicembre con l'esperimento sul foro stenopeico e con l'avvento del nuovo anno abbiamo introdotto il concetto di macchina fotografica reflex e lo sviluppo delle immagini tramite pellicola.

Sabato 12 Gennaio abbiamo allestito con il prof. un semplice “set” composto da due fari che proiettavano una luce neutra sul soggetto che si doveva posizionare su una sedia disposta di fronte ad essi. Collocato di fronte alla sedia il prof. ha scattato una foto ad ognuno di noi realizzando dei ritratti. Per ottenere le foto egli si è servito di una fotocamera reflex analogica contenente una pellicola Kodak Tmax 400;
essa è stata montata su un cavalletto per evitare l'effetto mosso dato che in quelle condizioni di luce i tempi di esposizione risultavano abbastanza lunghi.


Inoltre ci siamo recati ai giardini di palazzo Te per scattare alcune foto in esterna.

Una vola completata questa sessione il lavoro è proseguito in camera oscura per lo sviluppo delle pellicole: servendoci di una Tank e lavorando rigorosamente al buio abbiamo estratto la pellicola dal rullino e l'abbiamo avvolta su un supporto circolare chiamato “spirale”; a questo punto abbiamo inserito essa nella Tank e chiuso il tutto mediante un coperchio di sicurezza.
A questo punto in laboratorio abbiamo proceduto, mediante l'uso dei prodotti chimici, allo sviluppo delle pellicole inserendoli nella Tank e una volta risciacquata quest'ultima abbiamo estratto le serie di negativi e appese ad asciugare.

L'ultima parte dell'esperienza rappresenta sicuramente la più importante: ritornando in camera oscura (allestita con le vasche dei liquidi) siamo passati alla stampa dei positivi.
Prima di tutto abbiamo realizzato una stampa a contatto di tutti i negativi per ottenere una sorta di archivio dove poter scegliere il fotogramma da stampare. Per ottenere ciò abbiamo preso un foglio di carta fotosensibile, collocato sopra di esso le strisce di negativi, applicato sopra di essi una lastra di vetro per non farli “arricciare” e infine esposti alla luce per un tempo stabilito da una serie di prove sull'esposizione.
Poi siamo passati alla stampa vera e propria: tramite un ingranditore (strumento composto da una testa, una colonna e un banco di lavoro) abbiamo ingrandito il negativo del nostro ritratto, messo a fuoco mediante un'apposita rotella disposta sulla testa dell'apparecchio e disposto un foglio di carta fotosensibile in corrispondenza dell'immagine (filtrata di rosso) proiettata sul banco di lavoro.
Trovata l'esposizione corretta grazie a una prova effettuata precedentemente abbiamo esposto alla luce la carta per un tempo stabilito e proceduto infine al processo di sviluppo, arresto e fissaggio.
L'ultimo passo è stato lavare sotto acqua corrente il foglio e appenderlo ad asciugare.

L'emozione di vedere la tua faccia che compare davanti a te su un foglio bianco è impagabile!


il mio ritratto
la stampa in positivo dei provini

ecco le immagini di backstage che documentano quest'esperienza:






Andrea Guarnieri